Ogni esperienza, ha le proprie
caratteristiche personali ma sono convinta
che a volte ciò che un fratello ha vissuto
può essere d’aiuto, perchè luogo di risposte
alle nostre domande ma anche fonte di
domande per la nostra esistenza. Quest’anno
per la prima volta ho fatto un
pellegrinaggio e ho avuto la grazia di
andare a Medjugorie. Dico grazia non perché
sia luogo di apparizioni, dato che ce ne
sono tanti (il più vicino Valleluogo), ma
perché ho potuto vedere che vivere da
cristiani qui sulla terra non è un utopia.
Preghiera, Santa messa, Parola di Dio, sono
vissute con quello spirito che la nostra
religione ha forse perduto, cioè con il
cuore. Lì il messaggio più forte era: fare
tutto con il cuore!La spiritualità, infatti,
non si fonda su regole o leggi, come
ingenuamente pensiamo ma se proprio ne
cerchiamo una, l’unica legge è Amare. Dove
c’è Dio si crea subito un clima di festa e
comunione soprattutto con chi non abbiamo
mai conosciuto e capiamo di essere davvero
figli di un unico Padre!Questa è la prima
cosa bella che è nata tra noi che venivamo
da varie parti della Diocesi; sembrava che
ci conoscessimo da sempre. Non mancava mai
un sorriso, una carezza di incoraggia mento
il nostro convivere era lieto e piacevole.
La Madonna ci vuole insegnare ad essere veri
cristiani e questo esige coraggio. Coraggio
per recitare il Rosario, coraggio per
fermarsi e guardarsi dentro, coraggio per
chiedersi ogni giorno: ma Gesù che vuole da
me? Sto davvero vivendo come Lui mi ha
insegnato?
A Medjugorje si trova soprattutto il
silenzio E’ un luogo adatto alla penitenza e
alla preghiera incessante, poi tutto anche
il volo degli uccelli sembra avere un alito
di Pace. Qui ho capito che niente possiamo
assaporare nei sacramenti se non abbiamo uno
spirito di sacrificio perchè niente è
sacrificio rispetto a quello che Gesù ha
fatto per me sulla croce.
Personalmente, ho vissuto li ogni giorno con
il cuore in ascolto, perché volevo capire se
stavo camminando per il giusto sentiero e
ogni giorno è stato pieno di emozione. La
mia più profonda commozione, però, l’ho
avuta sul Krizevak; ho scalato questa
montagna rocciosa a piedi nudi, come molti,
e salendo ho pregato tanto con gioia e alla
fine su in cima dove è situata una grande
croce bianca mi sono inginocchiata ho
poggiato la testa vicino alla croce e d’un
tratto si è aperto un pianto: forte,
intenso, liberatorio. Le emozioni sono
difficili da raccontare quello che posso
dire con certezza è che Gesù mi ha fatto
capire che è stato sempre al mio fianco, ha
vissuto con me ogni avvenimento ma
soprattutto mi ha sostenuto nei momenti più
tristi. Con questo non dico che quel giorno
ho conosciuto la conversione perché sono
alcuni anni che il mio cuore è rivolto a
Gesù, invece voglio solo dire che a volte è
facile perdere l’entusiasmo, cercare ogni
giorno la volontà di Dio e crescere nella
fede. Spesso chi ci circonda non crede che
quello che fai è perché senti il desiderio
di cambiare qualcosa dato che Qualcuno ha
cambiato te aprendoti gli occhi, ma vede in
te solo quello che vuole cioè l’ipocrisia.
Per cui usa la lingua come una lama a doppio
taglio e senza saperlo ti ferisce e tante
ferite insieme fanno un buco che è difficile
rimarginare perché siamo in cammino e la
fede, almeno la mia, è ancora piccolina per
poterlo richiudere. Dio, però, ha cura dei
suoi figli e non li può abbandonare, infatti
ha avuto tanto amore per me si è preoccupato
e quel giorno mi ha guarita e sono ritornata
a casa piena di Pace e Speranza ma
soprattutto ho ritrovato la voglia di fare
meglio per I’ Amore.
Volete sapere se vale la pena fare questo
viaggio a Medjugorje? Vi dico ne varrà nella
misura in cui voi vogliate che ne valga.
Dio è con noi ovunque e aspetta solo che ci
decidiamo ad amarlo, Il mio augurio è che
tutti incontreremo il volto di Nostro
Signore!