Centro Comunitario  Maria SS.  "Regina della Pace"
  c/da Malvizza - 83037 - Montecalvo Irpino (Av)


Montecalvo Irpino - Malvizza - Centro Comunitario "Regina della Pace"

 

 

Nel nome di Maria   SS.Regina  della Pace un sogno diventa realtà nella contrada Malvizza del Comune di Montecalvo Irpino della provincia di Avellino. Nell’alta Irpinia dove una volta nell’antichità si portavano i romani, i sanniti ed i latini per venerare la dea Mefite e da lei ricevere la guarigione della pelle dopo, essersi bagnati nella melma dall’odore di zolfo, ora cominciano ad arrivare pellegrini da alcune parti della Campania per implorare l’aiuto e la protezione della Madonna, esternando la propria devozione con canti, preghiere e sacrifici. In aperta campagna nella contrada, dove risiedono solo pochi contadini ed all’incrocio delle strade che portano alla Ginestra degli Schiavoni, e a Castelfranco in Miscano, è sorto un Santuario dedicato alla Madonna della Pace. E’ una costruzione moderna in cemento e pietra locale  con l’aula, a forma di cono poggiato per terra, che può ospitare un centinaio di persone.

A lato della chiesa rimangono i servizi ed un disimpegno all’aperto al quale si accede per una scalea. Nella chiesa si entra per una porta scorrevole e si accede nell’aula sacra illuminata da lampadari in ferro battuto. Dietro l’altare a fianco del tabernacolo campeggia la statua lignea della Madonna della Pace con le caratteristiche della Madonna di Mediugorje. In questi ultimi anni ho seguito, inizialmente con scetticismo poi con apprensione ed infine con entusiasmo, il lento procedere di questa costruzione che finalmente è terminata ed accoglie i fedeli del luogo ed i pellegrini. A tanto si è giunti per la caparbietà di un frate minore, il quale con semplicità e letizia, confidando in un sogno, non si è lasciato fermare dalle difficoltà, dalle contrarietà e dallo scetticismo dei più che. indicavano tale costruzione come un’oasi nel deserto. Gli stessi suoi confratelli, vive infatti in Montecalvo nel Convento francescano di S. Antonio dove c’è un’oasi dedicata a Maria Immacolata, non erano entusiasti della realizzazione, perché già indicata come proprietà della diocesi beneventana e perché gli abitanti della zona mostravano poco entusiasmo e scarso aiuto. Ma Padre Lorenzo Mastrocinque, questo è il suo nome, incurante delle difficoltà ha creduto nella bontà della sua opera, ha confidato nella divina Provvidenza e l’ha portata a compimento. Per realizzarla si è fatto “cercatore instancabile, lavoratore indomito, e propagatore entusiasta”. Ovunque nei suoi giri di predicazione ha trovato terreno fertile, e, annunciando con la parola questo suo sogno, di giorno in giorno ha raccolto sempre nuovi frutti insaporiti dal sudore e dai sacrifici.

L’idea gli era nata come slancio di carità verso i contadini della zona, abbandonati religiosamente perché molto lontani dal centro parrocchiale, e per l’amore e la devozione che personalmente nutriva verso la Madonna. Molti infatti erano stati i viaggi a Lourdes dove accompagnando i malati, aveva compreso il grande valore di un luogo sacro mariano per i pellegrini e gli stessi ammalati. Il desiderio di un nuovo santuario si concretizzava poi dopo una sua visita a Mediugorje, dove, avendo conosciuto e parlato con i veggenti sulle apparizioni delta Madonna, decideva che il santuario dovesse essere dedicato alla Vergine della Pace.

Padre Lorenzo Mastrocinque, al secolo Nicola, nasce in Foglianise in provincia di Benevento da Michelangelo e Concetta Possemato il 17 dicembre 1929. Da piccolo chiede di essere ammesso al Collegio serafico dei frati minori e dopo aver frequentato le scuole ginnasiali il 24 dicembre 1944 veste il saio di S. Francesco entrando come novizio nel convento della SS. Annunziata di Vitulano. Emette i voti solenni il 25 marzo 1952 e terminati gli studi teologici in Benevento diviene sacerdote il 19 marzo 1953. Con il sacerdozio gli si apre il campo dell’apostolato e lentamente scopre di essere un valente oratore, infatti dà la sua adesione al Movimento liturgico Popolare, che lo porta, insieme ad altri frati, in svariate parti d’Italia per le Settimane liturgiche.
Si fa apprezzare per la sua dedizione e la sua parola sciolta ed in particolare per la sua sensibilità verso i giovani, ai quali trasmette la sua vena musicale e la sua passione per lo sport. Contemporaneamente, come è costume tra i frati, segue l’ubbidienza che lo porta ad essere itinerante i molti conventi dove lavora apostolicamente ed esercita anche gli uffici ai quali viene promosso. E’ frequentemente guardiano ed economo. Non smette mai di essere apostolo itinerante ed è proprio questo lavoro che lo porta alla scoperta del suo sogno di costruire un santuario in onore della Madonna nella contrada Malvizza di Montecalvo Irpino, nel cui convento rimane per molti anni. Il sogno nasce nel 1981, si concretizza nel 1982 e finalmente si avvera nell’anno 2000 in concomitanza con il giubileo.