VITA DA PARROCO /
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Padre Lorenzo e la maxi-croce
sul Miscano


Montecalvo Irpino.
Otto metri per quattro, perchè il simbolo della Fede possa essere
visibile in tutte la Valle del Miscano. Inaugurata, in contrada
Malvizza, la Croce Luminosa Gloriosa voluta da padre Lorenzo
Mastrocinque. Presenti alla cerimonia d’inaugurazione, oltre al
parroco di Montecalvo, don Teodoro Rapano, ed al francescano padre
Lorenzo, il sindaco Giancarlo Di Rubbo, il presidente del consorzio
bonifica Ufita Cusano, l'intera giunta comunale di Montecalvo Irpino
e centinaia di fedeli. «Abbiamo scelto questo punto perché è
visibile dal circondario - afferma padre Lorenzo - la croce è la
porta che ha aperto, per noi uomini, di nuovo la porta del paradiso.
Essa è il segno per reagire agli orrori del presente e per creare,
attraverso le nostre fatiche ed il nostro impegno, un mondo
migliore. Non a caso abbiamo scelto la giornata dedicata a San
Giuseppe, patrono dei lavoratori, che insieme a questo segno terreno
deve aiutarci a ricordare la nostra cristianità. Tra qualche tempo,
lungo il percorso che va dalla chiesa, dedicata a Maria SS. Regina
della Pace, fino alla croce verranno poste tutte le stazioni della
Via Crucis. Tutto questo per continuare l'opera di completamento del
santuario». ge.mi.
Questo è il motivo
per cui, fin dal primo istante del mio primo approccio alla contrada
Malvizza, anni 90, dopo aver individuato il sito su cui aver
individuato il sito su cui costruire la chiesa in onore della
Madonna, Madre e “ Regina della Pace”, ha fatto nascere l’idea di
elevare nel tempo sulla collina retrostante una grande croce quale
simbolo dell’amore straripante di Dio che su di essa è morto
crocifisso per riparare la giustizia divina e salvare l’umanità
dalla dannazione eterna, causata dal peccato originale. In un tempo
come il nostro in cui questo simbolo sacro viene apertamente deriso,
schernito, profanato, oltraggiato, bestemmiato e sovente calpestato
è più che mai doveroso da parte di noi cristiani cattolici reagire,
elevandolo per additare ai non credenti ed agli indifferenti che su
di esso è morto volontariamente crocifisso e per amore, l’unico vero
grande benefattore dell’umanità di tutti i tempi, Gesù Cristo, uomo
e Dio, Dio e uomo, creatore e redentore del cielo e della terra. Se
per gli indifferenti e gli increduli di oggi è simbolo di stoltezza
come lo fu per i pagani di ieri, per noi invece è simbolo di luce
che conduce alla vera vita, Gesù di Nazareth, salvezza dei
perseguitati evocati da Apocalisse nel simbolico numero di 144.000 (Ap.13.v
18) e che nessun 166 della malvagità umana potrà mai soffocare, sia
pure attraverso le più infamanti ed odiose calunnie e atrocità di
ogni genere. Elevando la croce nel cuore stesso della collina
retrostante la chiesa, intendiamo abbattere una volta per sempre le
malfamate e leggendarie dicerie sull’antica contrada e aprire
orizzonti nuovi ai viaggiatori, indicando loro nel simbolo della
croce la meta ultime e finale della vita umana. In questo modo,
secondo il nostro modesto modo di pensare, la Malvizza non sarà più
vista come terra di paurosi ed orridi misteri ma come terra di Gesù
Cristo crocifisso, conforto dei disperati e di Maria, Madre e
“Regina della Pace”.
Ecco il perché dopo
la costruzione della chiesa dedicata alla Madonna, l’elevazione
della croce luminosa. Credo sia doveroso, soprattutto da parte di
noi sacerdoti aprire nuove strade alla speranza in Dio, Padre buono
e misericordioso che ci attende, dopo il Calvario di questa vita nel
Tabor della sua luce gloriosa in Paradiso. Coraggio perciò fratelli
perché il progressivo passar del tempo, al contrario di quello che
sembra, può aprire orizzonti nuovi. E’ importante però decidersi ora
perché questa è la nostra ora. Ricordiamoci tutti che l’unione
sponsale tra la divinità e l’umanità è avvenuta sulla croce
benedetta. Teniamola perciò sempre più stretta al nostro cuore e
proponiamola senza falso pudore al mondo smarrito di oggi perché
essa è l’unica via che conduce alla vera vita. Chiniamo il capo ed
adoriamo profondamente Colui il quale sulla croce è morto per amore,
divenendo in tal modo anche il centro del vero culto cristiano
cattolico perché dal suo cuore trafitto sono sgorgati infiniti
rivoli di sangue ed un fiume di acqua viva che sono i simboli
perenni del sacrificio della Santa Messa “fonte e culmine di tutta
la vita cristiana”. Grazie Signore Gesù , perché dopo averci
concesso la gioia di consacrare la bella chiesa a ricordo del grande
evento giubilare del 2000 in onore della tua Madre Santissima, ci
dai , anche la possibilità di elevare tra i due invasi di acqua,
moderna opera di tecnologia ed ingegneria, la tua Santa Croce
gloriosa onde abbellire ancora di più il volto dell'antica contrada
, invocando sui residenti e sui i passanti le tue celesti
benedizioni, memori delle tue parole:” Quando sarò elevato da terra,
attrarrò tutti a me!."