Centro Comunitario  Maria SS.  "Regina della Pace" c/da Malvizza - 83037 - Montecalvo Irpino (Av)


 
Montecalvo Irpino - Malvizza - Centro Comunitario "Regina della Pace"

VITA DA PARROCO / 1

  Padre Lorenzo e la maxi-croce sul Miscano    

Montecalvo Irpino. Otto metri per quattro, perchè il simbolo della Fede possa essere visibile in tutte la Valle del Miscano. Inaugurata, in contrada Malvizza, la Croce Luminosa Gloriosa voluta da padre Lorenzo Mastrocinque. Presenti alla cerimonia d’inaugurazione, oltre al parroco di Montecalvo, don Teodoro Rapano, ed al francescano padre Lorenzo, il sindaco Giancarlo Di Rubbo, il presidente del consorzio bonifica Ufita Cusano, l'intera giunta comunale di Montecalvo Irpino e centinaia di fedeli. «Abbiamo scelto questo punto perché è visibile dal circondario - afferma padre Lorenzo - la croce è la porta che ha aperto, per noi uomini, di nuovo la porta del paradiso. Essa è il segno per reagire agli orrori del presente e per creare, attraverso le nostre fatiche ed il nostro impegno, un mondo migliore. Non a caso abbiamo scelto la giornata dedicata a San Giuseppe, patrono dei lavoratori, che insieme a questo segno terreno deve aiutarci a ricordare la nostra cristianità. Tra qualche tempo, lungo il percorso che va dalla chiesa, dedicata a Maria SS. Regina della Pace, fino alla croce verranno poste tutte le stazioni della Via Crucis. Tutto questo per continuare l'opera di completamento del santuario». ge.mi.

Questo è il motivo per cui, fin dal primo istante del mio primo approccio alla contrada Malvizza, anni 90, dopo aver individuato il sito su cui aver individuato il sito su cui costruire la chiesa in onore della Madonna, Madre e “ Regina della Pace”, ha fatto nascere l’idea di elevare nel tempo sulla collina retrostante una grande croce quale simbolo dell’amore straripante di Dio che su di essa è morto crocifisso per riparare la giustizia divina e salvare l’umanità dalla dannazione eterna, causata dal peccato originale. In un tempo come il nostro in cui questo simbolo sacro viene apertamente deriso, schernito, profanato, oltraggiato, bestemmiato e sovente calpestato è più che mai doveroso da parte di noi cristiani cattolici reagire, elevandolo per additare ai non credenti ed agli indifferenti che su di esso è morto volontariamente crocifisso e per amore, l’unico vero grande benefattore dell’umanità di tutti i tempi, Gesù Cristo, uomo e Dio, Dio e uomo, creatore e redentore del cielo e della terra. Se per gli indifferenti e gli increduli di oggi è simbolo di stoltezza come lo fu per i pagani di ieri, per noi invece è simbolo di luce che conduce alla vera vita, Gesù di Nazareth, salvezza dei perseguitati evocati da Apocalisse nel simbolico numero di 144.000 (Ap.13.v 18) e che nessun 166 della malvagità umana potrà mai soffocare, sia pure attraverso le più infamanti ed odiose calunnie e atrocità di ogni genere. Elevando la croce nel cuore stesso della collina retrostante la chiesa, intendiamo abbattere una volta per sempre le malfamate e leggendarie dicerie sull’antica contrada e aprire  orizzonti nuovi ai viaggiatori, indicando loro nel simbolo della croce la meta ultime e finale della vita umana. In questo modo, secondo il nostro modesto modo di pensare, la Malvizza non sarà più vista come terra di paurosi ed orridi misteri ma come terra di Gesù Cristo crocifisso, conforto dei disperati e di Maria, Madre e “Regina della Pace”.

Ecco il perché dopo la costruzione della chiesa dedicata alla Madonna, l’elevazione della croce luminosa. Credo sia doveroso, soprattutto da parte di noi sacerdoti aprire nuove strade alla speranza in Dio, Padre buono e misericordioso che ci attende, dopo il Calvario di questa vita nel Tabor della sua luce gloriosa in Paradiso. Coraggio perciò fratelli perché il progressivo passar del tempo, al contrario di quello che sembra, può aprire orizzonti nuovi. E’ importante però decidersi ora perché questa è la nostra ora. Ricordiamoci tutti che l’unione sponsale tra la divinità e l’umanità è avvenuta sulla croce benedetta. Teniamola perciò sempre più stretta al nostro cuore e proponiamola senza falso pudore al mondo smarrito di oggi perché essa è l’unica via che conduce alla vera vita. Chiniamo il capo  ed adoriamo profondamente Colui il quale sulla croce è morto per amore, divenendo in tal modo anche il centro del vero culto cristiano cattolico perché dal suo cuore trafitto sono sgorgati infiniti rivoli di sangue ed un fiume di acqua viva che sono i simboli perenni del sacrificio della Santa Messa “fonte e culmine di tutta la vita cristiana”. Grazie Signore Gesù , perché dopo averci concesso la gioia di consacrare la bella chiesa a ricordo del grande evento giubilare del 2000 in onore della tua Madre Santissima, ci dai , anche la possibilità di elevare tra i due invasi di acqua, moderna opera di tecnologia ed ingegneria,  la tua Santa Croce gloriosa onde abbellire ancora di più il volto dell'antica contrada , invocando sui residenti e sui i passanti le tue celesti benedizioni, memori delle tue parole:” Quando sarò elevato da terra, attrarrò tutti a me!."